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Nella nostra
scuola ci sono alunni prevalentemente di Follonica, ma anche di paesi vicini ...

Follonica, al centro del grande omonimo golfo, assume importanza
con il Granduca di Toscana, Leopoldo II di Lorena, anche se sono state rinvenute
testimonianze risalenti ad epoche preistoriche. Per la sua vicinanza alle miniere elbane e
massetane e per la ricchezza dei boschi dai quali trarre il combustibile necessario alle
fusioni, divenne il centro delle "Imperial Regie Fonderie". Nel 1832 si
costruisce il villaggio - fabbrica, che rappresenta l'embrione di Follonica attuale. Da
allora l'espansione, al di fuori del perimetro industriale, è avvenuta a macchia d'olio
ed è andata di pari passo con lo sviluppo di altri settori quali quello agricolo,
marittimo e commerciale. Oggi Follonica rappresenta una città moderna con un'economia
polivalente. Grazie alle bellezze naturali, alla sicurezza del suo mare, con una costa
sabbiosa a lento declivio ed alle spalle le verdi pinete litoranee, Follonica è il centro
turistico balneare più affolllato della provincia di Grosseto. Al recente passato
siderurgico si devono alcuni monumenti caratteristici: la Chiesa madre di San Leopoldo,
conosciuta come la Chiesa di ghisa, il grande cancello che dava accesso al
Villaggio-fabbrica e la torre dell'orologio all'interno dell'antica area industriale.
Feste: Carnevale Maremmano, sfilate di cortei carnevaleschi nel periodo di Carnevale,
e la Luminara, corteo di barche in notturna, il 15 Agosto.
Musei: Museo del ferro - Pinacoteca "A. Modigliani"
Tempo libero: Ippodromo
Comune
di Follonica
Pro Loco tel. 0566-44537
Azienda di Promozione turistica tel 0566-40177

Ancora interamente avvolta dalle mura, Massa Marittima si estende
con le sue forme medievali, ricavate nel chiaro travertino, in una regione collinosa,
ricchissima di giacimenti metalliferi, sfruttati sin dall'antichità. La città è scissa
in due zone nettamente differenziate: la più antica, caratterizzata da un sistema
stradario irregolare e tortuoso, si è sviluppata intorno al centro primitivo, mentre la
cosidetta " Città Nuova " è sollevata sul colle ed organizzata su un proprio
sistema ortogonale. Le due aree sono messe in comunicazione dalla rampa murata di Porta
alle Silici. Il luogo dove la città si offre al primo colpo d'occhio è piazza Garibaldi,
in città vecchia, eccezionale esempio di piazza pre-rinascimentale: sul vasto piano
triangolare prospetta una serie di edifici medievali ed un podio gradonato che porta al
Duomo ed alla torre campanaria. Il Duomo, costruito nel XIII secolo, di stile
gotico-pisano, ha una collocazione obliqua rispetto alla piazza, il che produce
un'impressione di fuga prospettica che mette in risalto l'ariosa facciata.
Feste: Balestro del Girifalco. Si tratta di un'avvincente competizione fra i quartieri
della città e si svolge in costume con una sfilata per le vie cittadine, evoluzioni di
sbandieratori, gara di tiro con la balestra nella piazza antistante il Duomo. Si svolge
due volte all'anno: la prima il 20 maggio, se festivo, oppure la domenica successiva e
l'altra la seconda domenica d'agosto.
Musei: museo archeologico, museo della miniera, museo della civiltà contadina, centro
Carapax
(tartarughe e cicogne).
Archeologia mediovale: Il
lago dell'Accesa
Comune di Massa Marittima tel. 0566-902051

Gavorrano sorge un poggio granitico; il castello fu proprietà dei
Pannocchieschi, della Repubblica Senese ed infine fu occupato dalle truppe di
Alfonso di Aragona, come i castelli vicini. Del castello rimane ben visibile il circuito
delle mura, alcune torri e porte. Gavorrano ebbe un periodo di grande fortuna, a partire
dagli anni venti fino ad un decennio fa, detenendo il primato assoluto su tutto il
territorio italiano per l'estrazione della pirite. Lo sfruttamento intensivo a beneficio
delle grandi industrie chimiche, produzione di acido solforico, e contemporaneamente la
scoperta di economici modi di produzione di questo prodotto base insieme al graduale
esaurimento dei filoni, hanno riportato Gavorrano alle condizioni di caratteritico paese
dell'entroterra maremmano dove nascono anche iniziative interessanti ( LEA -
Laboratorio Educazione Ambientale).

Scarlino conserva testimonianze dell'antica presenza germanica: il suo
nome deriva dal gotico Scheril, fiaccola, forse con riferimento alla sua funzione di faro
sopra il porto di Scabris che un tempo si trovava fra il Puntone, Portiglioni e la antica
via Aurelia. Castello di notevole importanza strategica, cambia frequentemente proprietà:
dagli Adobrandeschi, agli Appiani, ai Medici. Scarlino sorge sopra un poggio dominante la
pianura su cui un tempo si estendeva, ben più ampia di oggi, la palude. Conserva un
aspetto medievale, accentuato dalla bella rocca, recentemete recuperata, e dalla
configurazione complessiva del borgo.
Feste: Festa delle Carriere del Diciannove, il 19 agosto, festa religiosa
dagli importanti contenuti popolari. Viene fatta in ricordo di una terribile epidemia di
colera che cessò dopo che gli scarlinesi affidarono le loro speranze alla preghiera. La
festa è vivacizzata con trattenimenti di sbandieratori, giuochi ed addobbo caratteristico
dei tre rioni e dove tutto il paese fa teatro. Nella notte, la festa è imperniata
esclusivamente sugli addobbi, arricchiti da musiche, luci e colori suggestivi, e sulle
rappresentazioni sceniche, rievocative di un fatto o di un momento, precedentemente
scelto.
Comune di Scarlino tel. 0566-37052

Di origini medievali, il castello di Prata fu dominato a lungo da una
famiglia locale legata da vincoli feudali con il vescovo di Massa Marittima. E' sottomessa
quindi dai senesi che, dopo una ribellione del popolo pratigiano culminata con la
distruzione delle fortificazioni del castello, decidono di vendere gran parte del
territorio allo Spedale della Scala che lo utilizza per l'allevamento del bestiame.
Interessanti sono il cassero ed il campanile.
Feste: Madonna del Canale, ogni tre anni il lunedì di Pentecoste, si
festeggia la Madonna con una processione al Santuario, che sorge fra due fossi. La
leggenda narra che quando i due fossi si uniranno avverrà la fine del mondo
Delegazione Comunale di Prata 0566-914023

Nel 896 Gerfalco fu consegnato come feudo al vescovo di Volterra che a sua
volta lo affidò ai conti Pannocchieschi suoi parenti riservandosene alcuni diritti. Verso
il 1000 il territorio era una corte nota per le sue miniere dargento probabilmente
sfruttate dai tedeschi, i quali arrivarono con le invasioni barbariche o al seguito degli
Imperatori o dei loro Conti, dandogli il nome (dal tedesco medioevale ger-Falke= portatore
di falco). Nel 1263 Gerfalco passò insieme ad altri castelli sotto il dominio di Siena.
Nonostante i tentativi di conquista da parte di Massa rimase sotto il dominio di Siena
fino a circa il 1700. In quel periodo Gerfalco decadde, riducendosi ad un povero borgo di
poche case. Nel 1833, infine, esso venne aggregato al comune di Montieri col quale fuse
poi la sua attività amministrativa e politica.
Come simboli storici sono rimasti i resti di alcuni forti, due importanti porte: la
"Porta Fiorentina", che è stata completamente rinnovata e la "Porta
Senese"; la Chiesa di S. Biagio e di S. Agostino. In passato dal territorio di
Gerfalco veniva estratto il celebre "marmo persichino", adoperato per ornare la
facciata del duomo di Siena ed anche per costruire le stesse case del paese,
caratterizzato dal colore rosato. Nella cava, tuttora visitabile, non è difficile
trovare esemplari di ammoniti fossili. Interessanti, inoltre, sono i sentieri che portano
sulla sommità delle "Cornate" (1060 m.) dove, nel mese di maggio, è possibile
ammirare fioriture di rare orchidee e si può godere di un panorama eccezionale che va
dallarcipelago Toscano fino a Siena per 360°.
Feste: S. Biagio, 3 febbraio, tradizionale processione religiosa con la statua
e reliquia del Santo.Sagra di S. Nicola, la domenica successiva al Ferragosto, con giochi
popolari.
Informazioni presso il circolo "Le Cornate" tel. 0566-992107

Il suo nome apparve nella storia nel IX sec. quando il Vescovo di Volterra
investì i suoi congiunti Pannocchieschi di alcune terre prossime a Montieri e delle
possessioni di Gerfalco e Travale. La fama di questo castello fu dovuta, oltre che
allimportanza della famiglia che lo dominava, alle argentiere che vi erano situate.
La contea di Travale rimase il punto di forza dei Pannocchieschi fino al 1317 quando
passò sotto il dominio di Siena. Nel 1502 un violentissimo terremoto, che arrecò danni
anche ai paesi vicini, abbattutosi su Travale lo sconvolse, distruggendo parecchi edifici
e facendo numerose vittime. Nel 1833 fu aggregato al comune di Montieri, di cui ancora
oggi forma una fiorente frazione, popolata di una sobria e laboriosa popolazione
essenzialmente agricola, se si toglie lo scarso sfruttamento dei "lagoni", a
poca distanza dallabitato. Anche oggi sono rintracciabili e apprezzabili facilmente
tracce delle vecchie mura del Castello ed avanzi delle antiche costruzioni di cui la
collina, sulla quale si erge la Chiesa di S. Michele, è disseminata. Della distrutta
cinta rimane ancora un fortino a strapiombo sulla sottostante Cecina; ed una bella
"Porta" ben conservata: testimonianze della passata potenza.
Posto Pubblico tel. 0566-997723

Il castello sorse tra il XII ed il XIII sec. sotto il controllo dei Signori
del Castello dellAccesa che, dopo poco tempo, lo cedettero per poco denaro ad una
famiglia di ignota casata. Nel 1271 esso fu sottomesso a Siena. Nel 1350 il Castello
contava varie centinaia di abitanti dediti specialmente alla pastorizia ed alcuni al
mestiere delle armi. Solo verso il 1400 si venne a conoscenza dei giacimenti minerari che
in seguito vennero coltivati più intensamente e dotati di grandi impianti per la fusione
dei minerali di rame e di ferro che vi si scavavano. Aboliti nel 1749 i feudi,
Boccheggiano fu unito a Montieri e, in seguito alleliminazione dei suoi privilegi,
fu retto secondo gli ordinamenti generali della Toscana. Da quel tempo ha fatto parte
integrante del comune di Montieri e era importante per la sua industria mineraria. Tra i
monumenti storici ricordiamo la chiesetta di S. Sebastiano, i resti della "Porta
della Torricella" e quelli dell "Arco di S. Sebastiano".
Delegazione comunale di Boccheggiano tel. 0566-998012

Montieri, dalletrusco Mons aeris (monte del rame), nacque
in epoca etrusca come miniera di rame ed argento. Nell 896 cadde sotto il controllo
del Vescovo di Volterra che affidò le sue miniere ai parenti Pannocchieschi. Rimase sotto
il suo controllo fino al 1300 quando fu occupato dai massesi, interessati alle sue
miniere. Successivamente ad una contesa del territorio tra i comuni di Massa, Siena e
Volterra, fu accordato un trattato che riportò il possesso di Montieri a Volterra. Si
susseguirono una serie di controversie con i paesi vicini di Boccheggiano e di Travale per
il possesso delle terre circostanti. In quel periodo Montieri cadde sotto il dominio di
Siena dove vi rimase fino al 1554 quando entrò a far parte della Corona di Toscana
continuando a governarsi con le sue antiche leggi che erano stati da poco rielaborate e
raccolte nei suoi "Statuti". Tra gli importanti monumenti della storia di
Montieri ricordiamo la Chiesa di S. Giacomo Apostolo, costruita nel 1962-64, la
"Pieve", il "Vicolo delle Fonderie" e la "Porta
dellOspedale".
Feste:
Madonna di Castagni, festa religiosa a cadenza triennale con grande partecipazione
popolare, si svolge nei giorni 7-8-9 settembre. Vengono programmate varie cerimonie a
carattere religioso e iniziative folcloristiche che si concludono con uno spettacolo
pirotecnico.
Comune di Montieri tel. 0566-997722

Monterotondo Marittimo (il nome deriva da "Mons
Ritundus" e Marittimo fu chiamato perché ai confini con la Maremma), comune dal
1961, si trova in Provincia di Grosseto, nella zona delle "Colline Metallifere".
Il paese circondato dalla macchia mediterranea, che si estende verso il mare, ricca di
flora e di fauna e da immensi castagneti, costituisce una meta per escursionisti,
cacciatori, turisti italiani e stranieri amanti dellaria salubre e delle bellezze
naturali. Vi sono inoltre nel territorio circostante, sorgenti di acqua bicorbonatocalcica
che sgorga a 43°, usata a scopo termale alle Terme del Bagnolo ed, in epoca Longobarda,
al "Bagno del Re" nelle vicinanze della frazione di Frassine. Monterotondo è
famoso anche per i Lagoni ed i Soffioni Boraciferi: i primi sfruttati un tempo per la
produzione di acido borico ed i secondi oggi per la produzione di energia
Geotermoelettrica. Queste manifestazioni spontanee, provenienti dal sottosuolo, sono tra
le più importanti dEuropa ed offrono ai visitatori uno spettacolo suggestivo ed
inedito (visibili in località "Biancane" a circa un chilometro dal paese e
nella zona di Lago Boracifero). La manodopera del Comune è assorbita prevalentemente
dallattività Geotermica, dagli stabilimenti siderurgici di Piombino,
dallagricoltura, dallattività forestale e da imprese locali. Le prime notizie
storiche risalgono al XII secolo come attesta un privilegio concesso nel 1163 da Federico
I Barbarossa ai Conti Alberti signori di Monterotondo. Il Conte Rainaldo, erede del
territorio in cui era posto il castello feudale, si pose sotto la protezione di Massa
Marittima e ne seguì le vicende successive. Nel 1335 fu assorbito, con tutto il
Massetano, nella Repubblica di Siena e successivamente si sottomise alla Signoria dei
Medici, seguendo da quel momento le vicende di Firenze e del Granducato.
Testimonianze artistiche sono: la Chiesa parrocchiale del 1600 dedicata
a S. Lorenzo che ospita una trecentesca Madonna di scuola Senese, il Palazzo Comunale
con la torre medioevale, i ruderi della Rocca degli Alberti del XIII secolo, la Fattoria
di Vecchienne del XVI secolo, la Chiesetta di Santa Croce del XIII secolo e il Santuario
della Madonna del Frassine meta di molti fedeli, con la madonna lignea di scuola
Pisana del XII secolo.
Tra gli uomini illustri è da annoverare RENATO FUCINI che nacque a
Monterotondo l8 Aprile 1843. Contemporaneo e amico di Carducci, fu degno
rappresentante della letteratura toscana dellultimo ottocento. Divenne famoso con le
raccolte di novelle "Le veglie di Neri" 1884 e "Allaria aperta"
1887 dove rappresenta vicende comiche e dolorose del suo mondo paesano. In "Mie
onoranze a Monterotondo Marittimo" dalla raccolta "Acque passate" lo
scrittore vuole rendere omaggio al suo paese natale che riscopre, dopo moltissimi anni di
assenza, con commosso stupore.
Comune di Monterotondo Marittimo tel. 0566-916614

Paese collinare che conserva nel suo centro storico numerose
testimonianze dellantico borgo medioevale. Un insediamento urbano doveva esistere
fin dal tempo degli etruschi che qui si installarono con le loro fucine dove fondevano i
minerali di rame e piombo. Il villaggio fortificato della Rocca di San Silvestro ne è un
eccezionale documento attraverso il quale è possibile evidenziare uno spaccato di vita di
un villaggio medioevale di minatori e fonditori di metallo. Castello della famiglia della
Gherardesca, passò sotto Pisa e quindi Firenze. Per la sua posizione strategica fu uno
dei più importanti Capitanati di queste due Repubbliche, molto interessante è infatti la
dimora del Capitano di Giustizia con i suoi innumerevoli stemmi.
Feste: Maggio campigliese: manifestazioni culturali, ricreative e
folcloristiche con corteo storico in costumi del Cinquecento.Mostra del minerale: nei mesi
di luglio ed agosto. Sagra del fungo e della schiaccia campigliese: ultima settimana di
ottobre e prima di novembre.
Musei: Museo del lavoro e parco archeominerario di San
Silvestro.

Tipico borgo fortificato medievale disposto su due poggi compresi
entro il giro delle turrite mura di sasso. La Rocca domina panoramicamente la campagna
circostante ricca di pregiati vigneti. Le origini di Suvereto risalgono allAlto
Medioevo quando, in seguito alle incursioni saracene, gli abitanti della costa furono
costretti a trovare riparo sulle colline dellentroterra. Famoso feudo degli
Aldobrandeschi, il centro storico conserva le originali porte di accesso e le vie
principali, che si dispongono intorno alla Rocca, procedono con un tracciato ad archi
concentrici. I vicoli ripidi, spesso a scalini, collegano le strade maggiori: alcuni sono
coperte da volte e segnati da archi, le case sono di sasso. Caratteristici sono il palazzo
comunale, la loggia dei Giudici, il convento di S. Francesco e la chiesa Romanica di S.
Giusto, la cui semplice facciata a capanna è aperta da un portale a tutto sesto
fiancheggiato da colonne che sorreggono due teste di leoni. Secondo la leggendaria
tradizione lo sguardo di uno degli animali indicherebbe il luogo ove è sepolto un enorme
tesoro.
Feste: Nel mese di Dicembre la sagra del cinghiale.

Piombino conserva numerose testimonianze artistiche del suo
passato che si perde nei tempi degli antichi etruschi che ne fecero patria della
metallurgia. Populonia, una sua frazione, è ricca di tombe etrusche e nel piccolo borgo,
che domina il famoso golfo di Baratti, il museo accoglie numerosi reperti venuti alla luce
nel corso degli scavi.
Piombino riceve un chiaro aspetto rinascimentale ad opera dellarchitetto fiorentino
A. Guardi sotto la dinastia degli Appiani; sede di Principato, fu concessa nel 1805 da
Napoleone alla sorella Elisa che lasciò segni tangibili del suo governo tanto da far
soprannominare Piombino " La piccola Parigi ".
Lantico porto di Falesia, di cui si ha notizie a partire dallantichità, è
oggi il più importante porto-passeggeri della Toscana, collegato oltre che con
lIsola dElba e lArcipelago, anche con la Sardegna e la Corsica.
Feste: ultimo giorno di Carnevale - sfilata di
"Cicciolo", mascherone tipico, e rogo dello stesso, allimbrunire, in
piazza Bovio che da direttamente sul mare.
Sagra del pesce, ultima domenica di luglio, con grande padellone per la frittura del
pescato locale.
Corteo storico, mese di luglio, con rievocazioni in costumi depoca di avvenimenti
storici della città.
Musei: Necropoli di S. Cerbone ( Baratti), Museo Gasparri,
Acquarium.
Comune di Piombino
Azienda Promozione Turistica 0565-224432, 49121

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