Associazione Amici di Porto Ercole
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STORIA

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L'isolotto dalla Cala dei Santi
S embra che il nome di Porto Ercole sia di origine etrusca.
Ne dà conferma la recente scoperta di una necropoli etrusca, vicino a Cala Galera, posta nel tredicesimo settore del segno dello Zodiaco etrusco, che corrisponde alla costellazione di Ercole. La prima testimonianza scritta su Porto Ercole si trova nella "Geografia" dello storico romano Strabone, morto nel 24 AD. Egli chiama questo posto "Porto Cosanus" (Porto di Cosa) per le relazioni che esso aveva avuto con la città etrusca di Cosa, le cui rovine si possono ancora ammirare sul promontorio di Ansedonia, vicino a Porto Ercole.
Dopo la conquista romana, l'intero Argentario passò sotto il controllo dei Domizi Enobarbi - una potente famiglia di banchieri (argentarii) - e fu chiamato con il nome latino di "Argentariorum Mons" che significa Monte dei Banchieri.
Durante il Medio Evo, l'Argentario appartenne alle potenti famiglie Aldobrandeschi e Orsini, per poi passare sotto il dominio della Repubblica di Siena.
Nel 1543 Porto Ercole fu saccheggiato dal Pirata Barbarossa. Nel XVI secolo l' Argentario fu protagonista di eventi di grande importanza per l'Europa. Infatti, nel 1557 gli Spagnoli, dopo aver conquistato lo Stato di Siena, lo cedettero a Cosimo de' Medici, Granduca di Toscana, e ottennero Porto Langone all'Elba, Talamone, Orbetello, Porto S. Stefano, Porto Ercole e il promontorio dell'Argentario, dando così origine allo Stato dei Presidi. Gli Spagnoli vollero che questo piccolo stato giocasse un ruolo importante nelle loro relazioni diplomatiche in Italia e per questo motivo progettarono e construirono tali massicce fortificazioni.
Lo Stato dei Presidi sopravvisse fino al 1707, quando fu coinvolto nella guerra di Successione Spagnola. Quindi passò dagli Spagnoli agli Austiaci (1714) e poi ai Borboni di Napoli (1738).
Nel 1801, con Napoleone, divenne dominio francese. Dopo il 1815 fu unita al Granducato di Toscana e infine allo Stato Italiano nel 1860.
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La Feniglia

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