Il progetto nazionale ha l'obiettivo di formare in servizio i docenti di italiano e di lingue straniere del biennio all'uso delle nuove tecnologie dell'informazione e delle relative metodologie didattiche. E' stato avviato a decorrere dal 1992 in 26 provincie ed è stato attuato in altre 20 provincie nel corrente anno scolastico.
Sono interessati gli insegnanti di ruolo di italiano e lingua straniera, appartenenti ad un medesimo consiglio di classe di alcuni istituti denominati "scuole di base" che, dopo aver seguito un corso di formazione, si impegnano a sperimentare le nuove tecnologie nelle loro classi. Il nostro istituto è scuola di base e vede impegnati nel progetto sei insegnanti e tre consigli di classe.
Obiettivi del corso di formazione
- estendere la conoscenza tecnologica e culturale delle scienze dell'informazione ai docenti di discipline linguistiche del biennio
- sviluppare processi di educazione alla comunicazione, con l'utilizzo dell'informatica nell'insegnamento linguistico avendo come riferimento i programmi Brocca
- spostare l'approccio didattico dalla trasmissione dei saperi verso l'organizzazione di apprendimenti significativi
- promuovere e favorire l'utilizzo di strumenti informatici nella classe e nell'istituto
Obiettivi della sperimentazione
- sviluppare abilità linguistiche negli allievi, in relazione alla scrittura, utilizzando word processor
- sviluppare negli allievi abilità linguistiche in relazione alla lettura "dinamica" e "interattiva" di testi elettronici
- sviluppare negli allievi la riflessione sulla lingua attraverso la scoperta e la manipolazione di strutture linguistiche
La formazione dei docenti
Il modello di formazione è configurato come attività in autoformazione supportato da circolazione di esperienze e materiali. L'autoformazione sarà sostenuta dall'azione collegiale dell'équipe dei tutor costituita da tre insegnanti (lettere italiane, lingua straniera e informatica) di cui due provengono dalla nostra scuola.
I tutor, che dovranno sostenere il processo di innovazione, opereranno presso i "poli". Ai poli afferiscono le "scuole di base" dove opereranno gli insegnanti sperimentatori.
Si viene così a costituire una rete che sarà coordinata dall'istituto "polo" che deve gradualmente diventare punto di riferimento per la documentazione, progettazione e validazione dei modelli di lavoro e di innovazione relativi al progetto stesso.
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Dinamiche relazionali
Viene offerta, a docenti che siano motivati, la possibilità' di analizzare, attraverso un percorso di giochi di interazione , la loro capacita' relazionale e di evidenziare le cause (sentimenti di pena , di diffidenza, di ansia) che bloccano la comunicazione profonda con gli altri.
Sara' offerta anche un'informazione (supportata da momenti di sperimentazione) sulle modalità più semplici di una relazione di aiuto (ascolto attivo).secondo la metodologia della scuola Rogersiana.
Il corso di circa 40 ore si articola in due fasi:
Obiettivi della prima fase
1) Conoscere meglio se stessi, attraverso l'analisi delle proprie reazioni in una situazione di interazione.
2) Riflettere sulla complessità delle dinamiche all'interno di un gruppo .
3) Imparare a creare un clima "facilitante", fondamentale per i processi di apprendimento.
4) Conoscere e sperimentare alcune delle pratiche educative proposte dal metodo Gordon.
Obiettivi della seconda fase
1) Stimolare la creatività' per risolvere i problemi
2) Approfondire la percezione di sé
3) Riflettere sulle cause dell'ansia e dell'insoddisfazione
4) Acquisire strumenti per divenire un " facilitatore" dell'apprendimento all'interno della classe.
5) Acquisire un metodo per la risoluzione dei conflitti
6) Saper organizzare il lavoro di gruppo
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I PROGETTI
Progetto Accoglienza
Il Progetto Accoglienza nasce dall'esigenza di facilitare l'integrazione degli studenti all'interno di una realtà scolastica diversa da quella della Scuola Media , per rafforzare le relazioni interpersonali, essenziali per la costruzione del gruppo classe e la formazione di un nuovo senso di appartenenza.
Il Progetto viene elaborato e gestito da uno specifico gruppo di lavoro, formato da insegnanti della classi prime.
Le attività di accoglienza si sviluppano, fin dai primi giorni di scuola, in momenti di animazione (giochi relazionali, cyrcle-time, brainstorming, etc.) che tendono a :
- sollecitare l'attenzione verso le ragioni e le emozioni dell'altro (esperienze ed aspettative )
-creare un buon rapporto con i compagni
- abituarsi a discutere ed a prendere decisioni insieme
Gli studenti acquisiscono, inoltre, informazioni sulla nuova organizzazione scolastica (strutture, orari, attività curricolari ed extracurricolari, figure di riferimento e loro funzioni, etc. ), esplorano l' Istituto, incontrano il Preside e i ragazzi più grandi delle classi seconde, terze e quarte.
Il Progetto si realizza nella prima settimana di scuola per complessive 10 ore.
Questa prima fase si conclude, in ottobre, con una visita guidata finalizzata alla socializzazione.
Le attività di animazione vengono riprese, utilizzando le ore dell'assemblea di classe, all'inizio di ogni trimestre.
Nel mese di Giugno l'intera esperienza sarà valutata dagli studenti, attraverso un questionario; nello stesso periodo sono previsti incontri sportivi con le classi terze della Scuole Medie del territorio.
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Progetto Giovani
Il progetto Giovani è lo strumento con cui, nella scuola superiore, vengono attuati gli obiettivi della legge 162/90, finalizzati alla prevenzione delle tossicodipendenze e all'educazione alla salute, intese come acquisizione di equilibrio psicofisico e sociale. Le attività curricolari ed extra curricolari previste dal progetto hanno lo scopo di migliorare la qualità della scuola e di promuovere il protagonismo degli studenti.
Nel nostro Istituto l'iniziativa viene portata avanti da gruppi di lavoro di docenti e studenti.
Obiettivi educativi
Educazione a lavorare in gruppo rispettando la libertà, la sensibilità e gli spazi degli altri.
Abitudine alla programmazione, alla ricerca e alla verifica nello svolgimento di un'attività.
Abitudine ad approfondire la conoscenza di se stessi.
Sviluppo della creatività, dello spirito di iniziativa e del senso di responsabilità attraverso la partecipazione da protagonisti alle attività.
Tutti gli obiettivi educativi dei consigli di classe.
Il tipo di attività
Vengono programmati sia interventi rivolti alle singole classi, su tematiche individuate dal docente responsabile indicato dal consiglio di classe, sia interventi rivolti alla totalità degli alunni, su argomenti scelti da loro stessi.
Tutti gli interventi hanno l'obiettivo di fornire al consiglio di classe un'occasione di lavoro interdisciplinare.
Le attività pomeridiane, curate da un altro gruppo di lavoro dei docenti, programmate di comune accordo con gli studenti sulla base di richieste avanzate da loro stessi nelle assemblee, prevedono iniziative quali: giochi di interazione, corso di danza, corso di yoga, gruppo di canto e voce, laboratorio suono comunicazione e immagine, gruppi musicali, gruppo fotografico, gruppo teatrale, corso di antica cucina toscana.
Alcune ettività vengono condotte in collaborazione col P.I.A. che ha provveduto al finanziamento.
La scuola è aperta tutti i pomeriggi e possono partecipare anche studenti di altri Istituti superiori, previa richiesta della scuola di appartenenza.
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Progetto Orientamento
L'orientamento è un processo continuo che inizia con la prima esperienza scolastica e raggiunge il suo momento più significativo nella scuola secondaria superiore, sia per la fascia d'età degli alunni, sia perché diviene una modalità educativa che coinvolge tutte le attività curriculari.
Nelle classi del biennio l'Orientamento è un processo formativo, parte integrante della programmazione curriculare, atto a realizzare soprattutto la maturazione dell'identità culturale e sociale dell'alunno.
Nel triennio, oltre alla verifica della scelta operata, l'orientamento sarà finalizzato al rafforzamento della personalità e del carattere, alla sistemazione delle conoscenze, alla formazione delle professionalità di base, alla maturazione della scelta per il futuro, che attraverso il processo di orientamento nel quinquennio, potrà risultare del tutto diversa da quella effettuata all'atto dell'iscrizione nella prima classe. Sarà finalizzato anche a stimolare l'auto - valutazione e l'auto-orientamento.
In questa fase si prevede l'intervento di persone esterne provenienti dal mondo del lavoro o dall'Università, in grado di informare gli alunni sulla realtà culturale e sociale del paese, sulle offerte formative e professionali post - diploma.
Il progetto per l'orientamento si articola in queste fasi:
Orientamento rivolto alla Scuola Media
In questa fase si offre ai potenziali utenti una corretta ed esauriente informazione sul tipo di corsi e sui servizi erogati dalla scuola.
Orientamento rivolto agli allievi del biennio
Viene effettuato un raccordo con i docenti impegnati nel Progetto Accoglienza allo scopo di migliorare la conoscenza dei nuovi allievi e calibrare gli interventi necessari.
Attività rivolte al triennio
Si tratta d'attività da eseguirsi con metodologie diverse a partire dalla classe terza. Sono previsti interventi di docenti interni, formatori esterni, responsabili d'aziende o di ordini professionali, allo scopo di migliorare la conoscenza del mondo esterno alla scuola.
Quest'insieme d'interventi, soprattutto nella classe quarta, è mirato alla preparazione dell'esperienza d'alternanza Scuola - Lavoro. Nel corso del periodo estivo, infatti, gli alunni delle classi quarte, potranno partecipare a stages di 15 giorni presso aziende o enti pubblici operanti nel territorio. Con questa esperienza lo studente inizierà un processo personale d'orientamento che dovrà aiutarlo a maturare consapevolezza di sé, delle sue attitudini, delle proprie aspettative.
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GLI STUDENTI
La guerra può diventare un gioco? Nell'articolo che segue, apparso nel giornalino dell'Istituto, l'autore si è limitato a raccontare, senza esprimere la sua opinione su questo "particolare" passatempo.
Ci piacerebbe aprire un dibattito su questo argomento
Un insolito passatempo
di Pietro Mezzani
Abbiamo sentito parlare di guerre, quelle vere, di lotte tra bande rivali ed ora conosciamo quello che, a detta di molti, potrebbe sembrare un nuovo sport: la guerra ... Ma è realmente uno sport? Lo chiediamo ad uno dei suoi maggiori promotori a Follonica, che è anche un alunno del nostro Istituto.
R:"Non è realmente uno sport, noi ci ritroviamo in gruppi di 10 - 15 ragazzi come minimo, ci dividiamo ed andiamo a fare queste specie di guerre in posti tipo Valle o le pinete di Follonica".
Ma in cosa consistono queste pseudo guerre, se così le possiamo chiamare? Come vi organizzate e di quale equipaggiamento disponete?
R: "Disponiamo di un equipaggiamento abbastanza comune, con anfibi, tuta mimetica o blue jeans o comunque giacchetti scuri di facile mimetizzazione".
Ma la cosa che ci interessa e di cui tanto sentiamo parlare o comunque spinge la nostra curiosità più di ogni altro sono le armi. Mi hai parlato di armi speciali? Perché?
R:"Disponiamo di pistola a gas o a molla che sparano palline sia di plastica dura che di gomma, che si frantumano al contatto con l'acciaio, quindi possono lasciare un bel livido o anche provocare una lacerazione superficiale della pelle. In altre pistole possono essere applicati proiettili di piombo utilizzati anche per la caccia di cani, gatti o uccellini, che però allora necessiterebbero di una licenza di arma da fuoco".
Ma le vostre pistole possono essere modificate dal semplice modello standard in vendita in qualsiasi negozio di giocattoli?
.... Sorride ....
R: "Certamente, dato che si può allargare facilmente la foratura della canna, portando il diametro a i millimetri desiderati, costruendo una vera e propria arma da fuoco con proiettili veri."
Ma come vi organizzate sul terreno di giuoco?
R: "Ci disperdiamo divisi in gruppetti, che comunicano tra loro con walkie-talkie modificati da 9v a 12v,e attraverso una strategia prefissata viene effettuata un vero e proprio scontro fra eserciti.
Ci sono mai stati incidenti? Che precauzioni prendete?
R: "Certamente ci sono stati: è facile venire colpiti soprattutto nelle zone più vicino agli occhi, anche io sono stato colpito più volte .Nonostante questo non portiamo mascherine trasparenti, perché molti decidono di venire all'ultimo momento e non portano protezioni.
Ma costruite anche dei piccoli ordigni?
R: "Si, con elementi chimici tipo sodio con potassio che combinati possono dare origine a delle esplosioni abbastanza potenti nonché rumorose.
Quindi, in definitiva, chiunque voglia provare forti emozioni ed ama le armi , può rivolgersi ad un
semplice rivenditore di giocattoli , acquistare una normale pistola ad aria compressa e divertirsi a cimentarsi in questa sorta di gioco per adulti, provando l'emozione della guerra ed il tutto con
un budget limitato di 100000 lire.
Ma la guerra può diventare un gioco?
Noi abbiamo preferito limitarci a raccontare, senza esprimere la nostra opinione su questo "particolare" passatempo. Ci piacerebbe, però, nel prossimo numero, aprire un dibattito su questo argomento: scriveteci le vostre opinioni, favorevoli o contrarie, e le pubblicheremo.
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Come vedo la mia scuola
Abbiamo chiesto ai nostri studenti di esprimere, in un testo di una quindicina di righe, le loro opinioni sulla loro scuola. Ci siamo rivolti agli alunni delle prime e delle quinte; ai primi perchè ci interessava conoscere il modo in cui hanno vissuto il passaggio dalla scuola media alla scuola superiore, ai secondi perchè volevamo una valutazione complessiva della loro esperienza scolastica.
" ....All'interno di una classe per poter lavorare bene ci deve essere un clima di serenità. Nel mio caso è quasi sempre così. però ci sono alcuni professori che non hanno il coraggio di farci un sorriso durante un'interrogazione e quindi ci rendono ancora più tesi e causano così una brutta interrogazione: tutto questo discorso per dire che a noi farebbe piacere un piccolo, innocente sorriso!" Classe I
"...L'allegria dei ragazzi di questa scuola mi ha appassionato, cosa che non mi è mai capitata nelle altre scuole. Questa scuola, i miei compagni e i professori mi hanno dato una buona impressione, facendomi sentire a mio agio, insomma tutta la buona atmosfera della scuola ha contribuito ad alleviare il mio odio per quest'ultima, e per i professori, che invece qui sono risultati gradevoli e pieni di una moderata euforia, cosa che nelle altre scuole non era mai accaduta. Insomma sono contento di aver scelto questa scuola. "Classe I
"...Le assemblee di Istituto: avrei molto da ridire su questo argomento, ma mi limiterò a esporre i fatti principali; sono tre ore di continuo caos, tranne quando il Preside viene per controllare le luci (caso strano, le luci sono sempre a posto!) I rappresentanti di Istituto non sanno gestire i discorsi per più di cinque minuti, ognuno si fa i cavoli suoi. Comunque devo dire che l'assemblea è un centro di ritrovo e un modo per perdere tre ore di lezione". Classe I
"Quando entrai in questa scuola, cinque anni or sono, mi sembrava enorme, un potente edificio postmoderno dove lo sguardo si perdeva...Venivo da una scuola -stanza di Scarlino paese... I giorni passavano e il mio I.T.C. diventava sempre più piccolo, sempre meno magico e le persone sempre meno nuove. Ora mi sembra un ospedale della Croce Verde, anche se devo ammettere la sua funzionalità..." Classe V
" Questa scuola è sicuramente positiva dal punto di vista umano: ho incontrato nel mio cammino dei professori molto bravi (anche se non tutti) e veramente in gamba, aperti al dialogo con quali puoi instaurare un rapporto di fiducia e di stima reciproca. Sono quelle persone che sanno fino a quando è possibile spiegare una data materia e quando invece dare voce alle opinioni degli alunni e aprire così un dibattito coinvolgente che va al di fuori del semplice rapporto alunno-professore." Classe V
" Sono sempre stato refrattario allo studio e all'impegno, ma anche perché mi sono sentito a disagio in una struttura che non tende a sviluppare le capacità del singolo, che appiattisce le menti e sbriciola la fantasia; certo, è un istituto tecnico, ma questa non può essere una giustificazione"Classe V
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Ultimo aggiornamento 16 Marzo 1996

